| Committente: | Comune di Laurito |
| Luogo: | Laurito (SA) |
| Genere: | Paesaggio |
| Stato: | Realizzato |
Paesaggio fluviale e memoria rurale nel cuore del Cilento
A valle del centro abitato di Laurito, lungo la sponda destra del torrente Utria, il paesaggio conserva ancora i segni profondi di una relazione antica tra insediamento umano, natura e lavoro. In questo tratto del Cilento interno, dove i borghi si sono storicamente disposti lungo i versanti del sistema montuoso seguendo la geografia delle acque e delle quote, il torrente rappresenta non soltanto un elemento naturale, ma una vera matrice territoriale. È lungo il suo corso che si sono sedimentate, nel tempo, alcune delle testimonianze più significative dell’economia rurale locale, tra cui i mulini ad acqua, dispositivi essenziali di una civiltà produttiva costruita sul rapporto diretto tra risorsa naturale e necessità quotidiana. Il progetto nasce proprio in prossimità di uno di questi manufatti e ne assume la presenza come principio ordinatore, riconoscendo nel mulino non un semplice reperto del passato, ma un punto di attivazione per una nuova lettura del paesaggio.
L’idea di realizzare un’area verde attrezzata lungo il torrente Utria prende forma dalla volontà di restituire continuità tra memoria storica e uso contemporaneo, trasformando un luogo marginale in un nuovo spazio di relazione, attraversamento e conoscenza. L’intervento interpreta il paesaggio fluviale come infrastruttura lenta, capace di accogliere forme di fruizione attente, didattiche ed esperienziali, e di riconnettere il valore ambientale del sito con la sua dimensione culturale. Il percorso si struttura così come dispositivo narrativo, in cui il visitatore è accompagnato attraverso un sistema di relazioni tra acqua, vegetazione, architettura rurale e permanenze storiche. In questa prospettiva, il verde attrezzato non è semplice dotazione funzionale, ma strumento di riattivazione territoriale, capace di sottrarre l’area al rischio dell’abbandono attraverso una presenza continua, consapevole e partecipata.



Un’infrastruttura ecologica per abitare il territorio
La forza del progetto risiede nella sua capacità di interpretare il paesaggio come sistema unitario, superando la distinzione tra spazio naturale e spazio antropizzato. L’area verde viene infatti concepita come un organismo continuo, in cui componenti ambientali, valori ecologici e tracce storiche concorrono alla definizione di un nuovo equilibrio tra uomo e territorio. La presenza del torrente, la struttura del suolo, il sistema vegetale e la memoria dell’architettura rurale non sono trattati come elementi separati, ma come parti di un unico quadro ecologico e percettivo, da comprendere e ricomporre attraverso un intervento misurato. Il progetto assume così una visione integrata del verde, inteso non come semplice spazio aperto, ma come dispositivo ambientale capace di connettere paesaggio agricolo, margine naturale e fruizione pubblica in una sequenza coerente e continua.
In questa logica, la progettazione si fonda su un principio di responsabilità ambientale che orienta tanto le scelte compositive quanto quelle materiche. L’attenzione alle componenti climatiche, alla relazione tra suolo e acqua, al comportamento della vegetazione e alla qualità della permanenza umana definisce un approccio che riduce l’impatto sulle risorse naturali e, al tempo stesso, costruisce condizioni di benessere, accessibilità e durata. Ogni elemento del progetto è calibrato per rispondere ai limiti e alle potenzialità del luogo, con l’obiettivo di generare uno spazio capace di essere vissuto, attraversato e riconosciuto come parte integrante dell’esperienza quotidiana del territorio. Ne deriva un luogo misurato e ospitale, in cui la valorizzazione ambientale coincide con la costruzione di una nuova qualità dell’abitare, fondata sull’equilibrio tra paesaggio, memoria e uso collettivo.





