| Committente: | Comune di Castelluccio Inferiore |
| Luogo: | Castelluccio Inferiore (PZ) |
| Genere: | Paesaggio |
| Stato: | Realizzato |
Il paesaggio dell’acqua tra natura e infrastruttura
Il torrente San Giovanni, affluente del fiume Mercure, attraversa un paesaggio di straordinaria forza naturale, modellato nel tempo dall’azione continua dell’acqua e dalla presenza silenziosa della roccia. Ai piedi del rilievo di Madonna del Soccorso, il corso d’acqua scava il terreno, lambisce il fronte sorgentizio e attraversa i nuclei storici di Castelluccio, accompagnando il territorio in una lenta trasformazione che unisce geologia, vegetazione e presenza umana. In questo contesto, il progetto si confronta con un ambiente di elevato valore paesaggistico ed ecosistemico, caratterizzato da radure, arbusti e formazioni boschive che si distendono lungo le pareti rocciose della sorgente. La presenza di opere infrastrutturali realizzate nel tempo, necessarie al funzionamento del sistema di adduzione idrica, ha tuttavia introdotto elementi di discontinuità percettiva e ambientale che il progetto intende mitigare attraverso un processo di ricomposizione paesaggistica e rinaturazione.
L’intervento si fonda sulla volontà di restituire equilibrio tra infrastruttura tecnica e contesto naturale, riconoscendo nel paesaggio non uno sfondo passivo, ma una componente attiva del progetto. Le opere di mitigazione ambientale vengono concepite come strumenti capaci di migliorare la qualità percettiva del luogo e, al tempo stesso, di favorire una fruizione più consapevole dell’area sorgiva, orientata alla conoscenza delle sue peculiarità ecologiche. La proposta di rinaturazione sviluppata nell’ambito della riqualificazione fluviale del Torrente San Giovanni costruisce così un duplice rapporto: il paesaggio osservato dall’infrastruttura e il paesaggio stesso come infrastruttura ecologica. In questa visione, la mitigazione non coincide con il semplice occultamento delle opere, ma con la loro progressiva integrazione all’interno della morfologia e dell’identità ambientale del luogo.



La pietra come linguaggio di continuità paesaggistica
La materia attraverso cui questa integrazione prende forma è la pietra, scelta non soltanto per le sue qualità tecniche, ma per la sua capacità di stabilire continuità tra costruzione e natura. Il progetto prevede infatti il rivestimento delle strutture in calcestruzzo esistenti, percepite come elementi estranei rispetto al contesto paesaggistico, mediante un sistema lapideo capace di attenuarne l’impatto visivo e restituire coerenza materica all’intervento. La pietra naturale viene interpretata come materiale identitario, profondamente radicato nella cultura costruttiva mediterranea, in grado di coniugare durabilità, qualità estetica e compatibilità ambientale. La scelta della pietra cilentana, adottata in sostituzione dei materiali originariamente previsti, conferma questa attenzione verso il rapporto tra architettura e territorio, privilegiando una materia che appartiene visivamente e culturalmente al paesaggio locale.
L’architettura delle opere di presa e della vasca di distribuzione si sviluppa così attraverso un equilibrio tra struttura tecnica ed espressività materica. La costruzione del nuovo involucro lapideo, disposto come una seconda pelle attorno alle strutture in cls, consente di trasformare elementi puramente funzionali in presenze integrate nel paesaggio. La muratura in pietra lavorata, i parapetti intonacati, la copertura a falda unica e l’utilizzo di elementi ottenuti da spezzoni e scampoli di cava definiscono un linguaggio architettonico essenziale ma profondamente coerente con il carattere del luogo. Anche la struttura interna in calcestruzzo armato viene reinterpretata attraverso questa mediazione materica, dimostrando come la tecnica possa essere assorbita e trasformata dal progetto architettonico. In questa prospettiva, la pietra non rappresenta soltanto una soluzione costruttiva, ma uno strumento capace di restituire alle infrastrutture una dimensione paesaggistica, culturale ed emotiva, ricucendo il rapporto tra opera umana e natura circostante.



