Nel territorio collinare di Laurito, il cui impianto urbano affonda le radici nei secoli a cavallo dell’anno Mille, il progetto dell’area verde attrezzata sul torrente Utria si inserisce come atto di ricucitura tra memoria storica e paesaggio fluviale. Il borgo, compatto e raccolto attorno al centro antico, guarda verso valle dove il torrente ha inciso nei secoli una piega naturale nel sistema montuoso che accomuna Cuccaro Vetere, Montano Antilia, Alfano e gli altri insediamenti del comprensorio cilentano.
Lungo il corso dell’Utria permangono le tracce dell’economia rurale che ha sostenuto queste comunità: i mulini ad acqua, dispositivi produttivi e simbolici al tempo stesso. Proprio in adiacenza a uno di essi nasce l’idea di un’area verde attrezzata capace di riattivare la memoria del luogo e, insieme, di costruire nuove opportunità di fruizione.
Il progetto non si limita alla sistemazione paesaggistica, ma assume l’intera area fluviale come asse di attrazione per un turismo escursionistico consapevole. Percorsi pedonali, apparati didattici essenziali, spazi di sosta e dispositivi ludici leggeri sono concepiti come strumenti di conoscenza, prima ancora che come arredi. L’obiettivo è generare frequentazione, condizione indispensabile per evitare nuovi fenomeni di abbandono e degrado e per garantire una gestione attiva e duratura del sito.
La progettazione si fonda sulla lettura attenta delle qualità ambientali: vegetazione ripariale, suolo, regime delle acque, microclima. Ogni scelta materica e costruttiva risponde a due principi cardine: minimizzare l’impatto sulle risorse naturali e offrire un ambiente accogliente e sicuro per le persone. Le aree verdi sono intese come un sistema continuo, dal verde agricolo alle aree naturali, dal verde urbano agli spazi di recupero ambientale, in una visione strategica che supera la frammentazione amministrativa e restituisce unità ecologica al territorio.
Il percorso didattico ed espositivo concentra suggestioni storiche, naturalistiche e culturali, animando l’intorno del vecchio mulino e rafforzandone il valore come attrattore identitario. L’area verde diventa così un luogo percepito come piacevole, accessibile, significativo: uno spazio dove vivere, sostare, apprendere e riconoscersi.
In questa prospettiva, l’intervento sul torrente Utria non è soltanto un progetto di paesaggio, ma un’operazione culturale. È un gesto di cura verso un territorio fragile e prezioso, che trova nella continuità tra natura e presenza umana la propria condizione di equilibrio.