TORRE ORSAIA, SALERNO

MULINO AD ACQUA

TORRE ORSAIA, SALERNO

MULINO AD ACQUA

Nel cuore di Torre Orsaia, lungo il Vallone noto come “Valle dei Mulini”, il primo dei cinque opifici storicamente disposti in sequenza torna a raccontare la propria funzione originaria attraverso un intervento di restauro conservativo attento e consapevole. Questo mulino, collocato in posizione centralissima all’interno dell’abitato, rappresenta un frammento essenziale della memoria produttiva del Basso Cilento: una vera e propria “macchina per lavorare”, alimentata dalla disponibilità dell’acqua e perfettamente integrata nella morfologia del luogo.
La scelta insediativa, allora come oggi, è determinata dall’acqua: il canale di derivazione, la vasca, l’invaso, la torre e il fabbricato costituiscono un sistema tecnico coerente, pensato per sfruttare la forza motrice naturale. Il progetto nasce dall’esigenza di restituire dignità a questa architettura operosa, in uso fino alla prima metà del Novecento e ancora viva nella memoria collettiva degli abitanti.
L’intervento si fonda su un principio di coerenza materica e tipologica. Le tecniche e i materiali adottati derivano non solo dall’analisi diretta del manufatto, ma anche dal confronto con mulini coevi, basati sulla medesima tecnologia costruttiva. Dopo la rimozione della vegetazione infestante e dei detriti accumulati nel tempo, le murature vengono ripristinate con interventi puntuali di cuci-scuci e integrazioni limitate alle sole parti compromesse. Le pareti perimetrali sono consolidate; le superfici esterne vengono liberate dagli intonaci incongrui, restituendo leggibilità alla tessitura muraria originaria.
Il solaio che separava il livello delle macine dal vano ruota viene ricostruito secondo il modello tradizionale, con travi lignee a sezione circolare e tavolato fissato con chiodatura semplice. La copertura prevede una struttura in castagno, travi principali, arcarecci e listelli, sormontata da coppi tradizionali, con fila di “romanella” a protezione della facciata. Gli infissi, in legno, riprendono il disegno storico con scuri interni, contribuendo a ricostruire l’immagine autentica del manufatto.
Particolare cura è riservata agli elementi della molitura, recuperati o ricostruiti con pari rigore, affinché il mulino torni a essere comprensibile non solo come involucro edilizio, ma come sistema funzionale. L’intervento si estende infine all’area circostante, oggetto di pulitura e riordino ambientale, per valorizzare la percezione visiva del complesso e favorirne la fruizione.
Questo restauro non si limita a conservare una struttura: ricompone un paesaggio culturale. Riporta alla luce un capitolo della storia locale, riafferma il legame tra comunità e territorio, e dimostra come la tutela del costruito tradizionale possa diventare occasione di identità e continuità.