Il palazzo oggetto di intervento sorge a Torre Orsaia, lungo la Strada Statale 18 Tirrena Inferiore, asse storico di connessione tra Campania e Calabria che corre parallelo alla linea ferroviaria Napoli–Reggio Calabria, strutturando da oltre un secolo relazioni, economie e paesaggi. Edificato nei primi anni del Novecento come residenza privata, l’edificio si inserisce in questo contesto territoriale con una presenza sobria ma materica, affidata alla solidità delle murature in pietra locale.
L’approccio adottato per il restauro conservativo e la ristrutturazione interna muove da un principio chiaro: ogni architettura storica è prima di tutto un’opera che custodisce un valore storico e un valore estetico, inscindibili tra loro. Restaurare significa, dunque, riconoscere questi valori nella loro concretezza fisica e operare affinché possano essere trasmessi al futuro senza snaturarne l’identità. Non si tratta di “rifare”, ma di comprendere, interpretare e accompagnare l’edificio nel tempo.
Le murature portanti, realizzate a tutto spessore con conci di pietra squadrata disposti in filari orizzontali e giunti sfalsati, raccontano una sapienza costruttiva radicata nel territorio. L’intervento ha previsto riparazioni puntuali delle parti lesionate, il recupero di porzioni di paramento originariamente celate dall’intonaco e il ripristino delle prestazioni meccaniche necessarie alla sicurezza strutturale. Dove indispensabile, le integrazioni sono state eseguite con materiali fisicamente e chimicamente compatibili con quelli esistenti, nel rispetto dell’equilibrio costruttivo originario.
Particolare attenzione è stata riservata alla tecnica tradizionale della “civatura”, tipica dell’area cilentana. “Civare”, nel lessico locale, significa nutrire, prendersi cura: un’immagine efficace per descrivere l’arte di colmare con piccole pietre o frammenti di cotto gli interstizi tra i conci maggiori, fino a ottenere incastri stabili e continui. Recuperare questa pratica non è stato un gesto nostalgico, ma un atto coerente con la logica costruttiva dell’edificio, capace di coniugare stabilità, compatibilità materica e memoria del luogo.
Il risultato è un intervento che non impone un segno estraneo, ma restituisce leggibilità e dignità a una struttura che continua a vivere, rinnovata nelle funzioni interne e consolidata nelle sue parti essenziali, senza perdere la propria voce storica.
2014
Torre Orsaia, Salerno
Residenza