AGROPOLI, SALERNO

PORTA SARACENA

AGROPOLI, SALERNO

PORTA SARACENA

La Porta Saracena di Agropoli rappresenta uno dei passaggi simbolici più intensi dell’intero centro storico: collocata sulla sommità della collina che domina il mare, segna il confine tra la città contemporanea e la dimensione sospesa di “Agropoli vecchia”, dove la trama urbana conserva ancora il ritmo e la misura del passato. Attraversarla significa compiere un attraversamento non solo fisico, ma temporale.
Sormontata dallo stemma marmoreo dei duchi San Felice, famiglia che detennero il feudo dal 1660 al 1806, la Porta testimonia una stratificazione storica di grande rilievo. Proprio questa consapevolezza ha guidato l’intervento di restauro corticale, orientato non alla sostituzione indiscriminata, ma alla tutela, al consolidamento e alla valorizzazione della materia autentica.
L’analisi preliminare ha evidenziato diffuse fessurazioni e fenomeni di disgregazione della muratura, aggravati dalla presenza di vegetazione infestante e da interventi incongrui eseguiti nel tempo, come intonaci cementizi incompatibili con la natura originaria del supporto. Il consolidamento ha richiesto la sostituzione e l’integrazione puntuale di porzioni murarie con mattoni e pietre aventi caratteristiche analoghe a quelle originarie, legati con malta di calce aerea compatibile per proprietà chimico-fisiche.
La vegetazione è stata rimossa manualmente, seguita da lavaggio con acqua pulita a pressione moderata, al fine di preservare la superficie lapidea. Per contrastare i fenomeni di disgregazione superficiale dovuti a efflorescenze saline, si è proceduto al trattamento con prodotti riaggreganti a base di acido siliceo, applicati fino a saturazione, così da ristabilire coesione e compattezza.
Rimosse le superfetazioni cementizie, si è intervenuti con puliture ad umido mediante acqua deionizzata sulle porzioni di intonaco storicamente coerenti, eliminando depositi superficiali e vecchie scialbature senza alterare l’equilibrio materico. Il ciclo si è concluso con il rifacimento dello scialbo protettivo, realizzato con grassello o latte di calce, e con rappezzi di intonaco a base di calce spenta, calce idraulica naturale e sabbia, in continuità con la tradizione costruttiva locale.
L’intervento restituisce così alla Porta Saracena leggibilità formale e integrità strutturale, rispettandone la patina del tempo e riaffermandone il ruolo di soglia identitaria tra memoria e presente, tra città e paesaggio.